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mercoledì 8 agosto 2012

Cinque milioni di dollari



Nell'articolo di Repubblica "Cinque milioni di dollari per studiare l'immortalità" si racconta che al filosofo John Martin Fischer è stata finanziata una ricerca sul significato e i perché dell'immaginario sull'immortalità e la vita oltre la morte. Le domande a cui il filosofo dovrà rispondere sono queste: 1) se e in quale forma le persone sopravvivono, o possono sopravvivere, alla morte del corpo; 2) quanto credere nell'immortalità influenza il carattere, gli atteggiamenti e le credenze di uomini e donne; 3) perché la gente è portata a credere a una vita ultraterrena; 4) se è o meno irrazionale desiderare l'immortalità.
Proverò a fare la stessa cosa gratis, senza organizzare convegni miliardari, senza essere influenzato da chi ha finanziato la ricerca e soprattutto senza pensarci tanto su, perché il vero problema che attanaglia l'umanità è l'utilizzo strumentale del pensiero.
1) Se e in quale forma le persone sopravvivono, o possono sopravvivere, alla morte del corpo. Risposta: voi conoscete di persona, per sentito dire, perché qualcuno dei vostri conoscenti l'abbia conosciuto, qualcuno che è tornato in vita dopo essere stato dichiarato clinicamente morto? Io no, dunque la risposta a questa domanda è che le persone non possono sopravvivere alla morte del corpo. Se così fosse e gli spiriti esistessero molti di noi avrebbero a che fare con gli spiriti di molti morti, soprattutto degli spiriti dei morti famosi, i quali non si accontenterebbero della fama terrena ma continuerebbero molto volentieri a perpetuarla dopo la morte. Per esempio, se ci fosse una vita dopo la morte, Mike Bongiorno avrebbe partecipato, anche se in puro spirito, a tutte le interrogazioni scolastiche degli ultimi anni come presentatore e mediatore tra gli insegnanti e gli alunni, a tutti i quiz radiofonici e televisivi come ospite illustre ecc.. Io non ho mai sentito dire che qualcuno ha mai sentito dire "Allegria!" se non in una registrazione televisiva.
2) quanto credere nell'immortalità influenza il carattere, gli atteggiamenti e le credenze di uomini e donne. Risposta: è davvero incredibile come tutti gli uomini in più alto grado delle gerarchie ecclesiastiche e religiose delle maggiori religioni sulla faccia della terra (esclusa la buddista) facciano a gara ad accaparrarsi potere politico (vedi l'Iran, il Vaticano, lo Stato d'Israele) invece di pregare e sacrificarsi come coloro ai quali chiedono di farlo. I credenti, infatti, sono stati educati a credere nelle religioni suddette e fanno tutto quello che viene chiesto loro dai rappresentanti delle religioni. Quindi la risposta è sì, credere nell'immortalità influenza il carattere di uomini e donne (li spinge ad aver paura della morte, li porta a temere che lottare per una vita migliore possa escluderli dalla vita eterna), e influenza soprattutto gli atteggiamenti e le credenze dei capi delle religioni, i quali, in modo oltremodo terreno fanno credere a tutti i loro seguaci che la vita celeste esista.
3) perché la gente è portata a credere ad una vita ultraterrena. Risposta: perché se, con falsa coscienza, un eminente filosofo o un eminente personaggio o rappresentante di una religione, dicesse chiaramente una volta per tutte che la vita ultraterrena è solo un desiderio o un sogno, gli eminenti di cui sopra non avrebbero lo stesso potere terreno di cui alla risposta 2) e l'eminente filosofo non avrebbe ricevuto cinque milioni di dollari per rispondere a questa domanda.
4) se è o meno irrazionale desiderare l'immortalità. Risposta: ma certo che desiderare l'immortalità è razionale, è crederci ad essere irrazionale.



giovedì 7 giugno 2012

L'ingegno italiano


L'ingegno italiano è fare la domanda sbagliata.
Un ingegnere viene a casa tua e ti rassicura. La casa è solida come una roccia. E tu non ne sei tanto sicuro, perché hai sentito tutte le scosse di terremoto che ci sono state finora anche se l'epicentro è lontano.
Quella piccola crepa che corre lungo tutto il palazzo in corrispondenza del pilastro portante? È normale, assolutamente normale. Un palazzo non si muove, ma è elastico quel tanto che basta da permettere alla struttura di resistere alle sollecitazioni telluriche. Certo. 
In caso di un sisma di grado richter superiore a 6?
L'ingegnere risponde che quello non è il suo lavoro. Non è pagato per fare test che permettano di stabilire la resistenza dell'edificio. E poi non  lo sappiamo mica se arriverà una scossa così forte, aggiunge.
L'ingegnere italiano dà la risposta giusta alla domanda sbagliata.
A noi italiani ci piace tanto quando ci rispondono qualcosa che nessuno sa.

venerdì 16 settembre 2011

la depilazione


La depilazione può sembrare un argomento da bar, il tema della conversazione tra un'estetista e la sua cliente, oppure tra un amante stufo di leccare peli e un'amata che non ne vuole sapere di depilarsi la passera. Invece, premesso che nei bar possono costituirsi i piani per le Rivoluzioni, che un'estetista e le sue clienti possono anche possedere un'erudizione alla Umberto Eco o alla Rita Levi Montalcini e che comunque in fatto di sesso i gusti sono gusti, la depilazione è un tema davvero scottante dell'evoluzionismo.
Il perché è molto semplice. (n.b. darò per scontato che la maggior parte dei miei quattro lettori saprà distinguere tra le proposizioni esatte al riguardo della teoria dell'evoluzione da quelle che fanno capo ad una conoscenza semplicemente per sentito dire, in ogni caso cercherò sempre di integrare nel testo le eventuali spiegazioni sulle proposizioni più importanti).
L'uomo come è oggi e alcune specie di scimmie possiedono sicuramente degli antenati comuni. Tra le varie manifestazioni che ci differenziano, come per esempio l'invenzione della televisione e le estrazioni casuali di numeri per far vincere pochi fortunani a spese di molti idioti, la più lampante è la peluria. Capire quando e soprattutto perché l'uomo, nella sua ortogenesi, ha - diciamo così - perso i peli, potrebbe essere molto importante per comprendere da dove veniamo e anche per accettarci fino in fondo. Una simili ricerca, lo ribadisco, sembra di secondaria importanza, ma la versione scientifica supportata da prove empiriche di un ben determinato fatto, può influenzare la vita di milioni di persone nel futuro, può decidere le sorti di molti di noi, può essere fondamentale per costruire una serie educazione per le nuove generazioni, può decidere della sopravvivenza della nostra specie.
Un aspetto molto importante tralasciato da molti studiosi è il vero motivo che ha favorito la perdita dei peli. L'unica spiegazione plausibile è l'adattamento alla vita acquatica. Soltanto vicino a fiumi e ai mari (per esempio per scappare dalle belve) la vita sarebbe stata più facile senza peli. Nuotare e tornare a riva è più semplice senza la pelliccia. Altra prova decisiva è la nostra capacità di digerire frutti di mare e molluschi senza cottura. Soltanto un lungo adattamento ha potuto renderci edibili cose che a molti sembrano viscide e schifose, ma che in realtà possono digerire senza problemi. 
Nella prossima puntata qualche approfondimento.

domenica 13 marzo 2011

ci sono un greco, un romano e un italiano...


L'Italia di oggi è come l'Impero Romano durante la conquista dei territori ellenistici. La scienza, il metodo sperimentale e una certa idea della vita attiva avevano già iniziato il loro meraviglioso sviluppo ad Alessandria d'Egitto, i cui abitanti e soprattuto i Re, avevano compreso l'importanza del fare per avere. 
Si può far notare: la supremazia scientifica degli Elleni, dei Greci, di Archimede a Siracusa, non li ha salvati dalla conquista. E' proprio così. Archimede è riuscito a proteggere Siracusa per qualche anno, poi la città ha ceduto alla forza. A mio parere è proprio un fatto indicativo dello stimolo alla pace, alla convivenza (vedi la multiculturalità dell'Alessandria dei Tolomei, l'interreligiosità, soprattutto) che il loro modo di pensare e di vivere aveva messo in atto*. 
I Romani hanno cancellato tutto questo. Non è vero che hanno bruciato la Biblioteca (ci penseranno i cristiani, come sempre), ma è vero che sono stati i veri Barbari per i Greci, barbari nel senso di oggi, come chiamiamo coloro che invadono e contaminano una civiltà senza nemmeno chiedersi se convenga anche a loro farlo. Lo fanno e basta. 
E la supremazia militare e giuridica ha salvato i Romani dai loro Barbari? Affatto. Ognuno ha i propri e ognuno ha i propri discendenti, nel bene e nel male.
Gli Italiani hanno cercato in tutti i modi di recuperare la supremazia romana in campo militare, ma era impresa improponibile, visti gli altri popoli e gli altri stati intorno. Si sono fatti conquistare, sedurre e invadare. Invece di cancellarsi, il carattere Romano del consumo e del piacere a spese altrui si è andato acutizzando e perfezionando anche grazie all'ideologia cristiana. 
Il successo degli Stati Uniti è dovuto alla coniugazione delle virtù romane con le virtù ellene. Esportazione di tecnologia e cultura con la capacità militare. Qui il discorso marxista potrebbe inserirsi benissimo, ma a me interessa questo popolo strano e sfortunato che da italico ormai si fa chiamare italiano.

*vedi La rivoluzione dimenticata, Lucio Russo, Feltrinelli

domenica 23 gennaio 2011

gli italiani credono che


la maggior parte degli italiani crede che "un essere invisibile nel cielo controlli le sue azioni sorvegliandolo 24 ore su 24"*; crede che una donna dopo essere rimasta incinta e anche dopo aver partorito sia ancora vergine; crede che le verità scientifiche siano solo ipotesi e non abbiano il valore di prova; crede che le libertà civili, politiche e (almeno sulla carta) la parità tra i generi, le razze e le religioni abbiano delle radici cristiane e non invece provengano dal sangue e dalle lotte di giacobini, anarchici, comunisti, socialisti, liberali e sì, qualche cattolico; crede che ci sia una vita dopo la morte nonostante nessuno ne sappia niente e nessuno abbia mai conosciuto un morto che sia tornato indietro a raccontarcelo; crede che l'educazione cattolica sia una buona cosa, anzi, forse sia pari o migliore di un'educazione civile e pubblica, ma intanto: onesti lavoratori pagano per la cosiddetta educazione dei propri figli e preti e suore non pagano l'ICI sulle immense strutture che hanno a disposizione (ultimamente contro il dettato costituzionale vengono anche finanziate in parte università private di stampo cattolico nonostante i tagli alla scuola pubblica della legge Gelmini).
Procediamo a questo punto con le domande: la maggior parte degli italiani crede che sia grazie all'insegnamento e alla dottrina cattolica e a tutto il conseguente comportamento all'interno delle società civili che esistano gli aerei, la medicina moderna, la tecnologia e i computer (Alan Turing, il primo matematico a pensare alla realizzazione di un moderno calcolatore era omosessuale, fu condannato dalla legge inglese che negli anni '50 considerava questo orientamento sessuale un reato e alla fine si suicidò... vi ricorda qualcosa?) e qualsivoglia altro sistema di telecomunicazione? Un vero cattolico nemmeno dovrebbe utilizzarlo un computer, a causa dell'ostracismo verso la scienza che la Chiesa ha sempre dimostrato e tutt'ora professa e propaganda.
E la maggior parte degli italiani le tanto ostentate radici cristiane dell'Europa dove le vede se la maggior parte degli intrighi politici, sociali e religiosi sono stati sempre avallati e mai condannati da prelati, cardinali e papi in tutte le epoche della loro storia?
E quand'anche credessero che non tutti i credenti siano così, ma che molti sono virtuosi, buoni e degni di rispetto, ebbene esistono ed esisteranno di sicuro, non lo nego, ma la loro statura di uomini degni di rispetto è in primo luogo dovuta alla loro adesione a dei principi comuni e condivisi basati sulla realtà o esclusivamente ai loro valori cattolici? Nella dottrina e nel catechismo non c'è una, dico una, qualsivoglia regola, insegnamento o esempio di libero vivere civile, libertà di parola, lezione sulla vita sessuale, sui diritti civili o sulle altre libertà sancite dalla costituzione italiana.
E se credono, la maggior parte degli italiani, che queste sono cose di cui la religione non si occupa allora vedete bene di non occuparvene davvero, come quando il vostro Papa riesce a far cambiare agenda politica ad un governo o si sente esclamare che le unioni civili sono un'istituto contro il matrimonio. In questo caso il vostro caro Papa sa una cosa che si guarda bene dal farvi notare: il matrimonio è contro natura. Per questo ha paura che una legge che permetta di evitarlo renderebbe evidente questo fatto e renderebbe il matrimonio inutile, ovvero le persone si renderebbero ragionevolmente conto che il matrimonio non è basato che su di uno squallido contratto e non su una decisione volontaria di due persone (del sesso che gli pare). Credete davvero che la Chiesa difenda un ensemble di valori che costituiscano la libertà di scelta all'autodeterminazione dell'individuo? Senza clienti i cari prelati dovrebbero andare a lavorare...
Abbiamo visto quali e quante (più o meno) sono le verità a cui la maggior parte degli italiani credono. Ora, se credono a tutto quello che ai più con sale in zucca dovrebbero sembrare cose abbastanza fantastiche (se al posto del vangelo raccontaste a un futuro cattolico Il signore degli anelli con la giusta enfasi, quello lo prenderebbe per vero...) come fanno a non credere che un settantenne miliardario capo del governo, lasciato dalla moglie, sia talmente buono che mentre cerca di aiutare gli italiani a cavarsela dalle difficoltà di una crisi economica globale non abbia trovato il tempo di aiutare delle povere giovani messe in ginocchio dalla crisi e che proprio a causa di questa sua innata bontà venga perseguitato dai magistrati milanesi e da una non meglio precisata combriccola di persone che ha deciso di sovvertire il voto democratico utilizzando altre armi?
Tutto questo ha una sola fottuta soluzione, purtroppo immaginaria: tornare alla realtà. Incredibile, no?

* G. Carlin

sabato 8 gennaio 2011

il disegno intelligente


"L'universo non è il risultato del caso come alcuni vogliono farci credere" ha dichiarato qualche giorno fa il Papa, poichè "contemplandolo siamo invitati a leggervi qualcosa di profondo: la sapienza del Creatore, l'inesauribile fantasia di Dio, il suo infinito amore per noi". La conclusione, apparentemente positiva nei confronti delle teorie scientifiche è che solo la spiegazione religiosa riesce a "spiegare il senso ultimo della realtà". 
Dal momento che queste dichiarazioni possono sembrare a prima vista ragionevoli, voglio ragionare sulla religione, anzi, sulle religioni, perché la ragione è di tutti gli uomini, mentre le religioni no, quindi anche se l'ateismo i credenti cercano di farlo passare per un credo fideistico, cercherò di mostrare perché sono ateo e non riesco a credere che ci siano persone che credono e che ascoltando simili parole del Papa subito dopo non smettano di credere.
Le religioni innanzi tutto sono talmente ragionevoli che per convincere le persone a credere si racconta loro che se ci credi allora sei buono, se non ci credi sei già di per questo cattivo, ma in più vai all'inferno e rischi di portarci anche tutta la tua famiglia se non vai particolarmente a genio al principale. E quanto sono ragionevoli le religioni è dimostrato dal fatto che non è assolutamente necessario che mi metta a spiegare cosa è l'inferno perché tutti lo sappiamo, infatti ce lo raccontano fin dall'infanzia e danno un sacco di spazio a persone che ne parlino anche in televisione, quando invece a nove anni, al posto di farsi la prima colazione con il corpo di cristo uno vuole sapere qualcosa sulla teoria degli equilibri punteggiati.
Ma guardiamo il mondo con gli occhi di queste autorità religiose: è un disegno intelligente, qualcuno l'ha pensato dall'inizio alla fine e il semplice fatto che questo qualcuno è buono, infinito e onnipotente lo rende intelligente, ma talmente intelligente che:
era previsto che sarebbero state create un certo numero di religioni che in generale insegnano la stessa balla del disegno intelligente ma ognuna insegna in particolare una versione diversa della balla, per cui si creano dei tali dissidi sulla stessa cosa leggermente diversa per ognuna che si arriva al punto che dei credenti dell'una mettono bombe a quelli dell'altra. Allora era previsto che intelligentemente si chiedesse tutti insieme la libertà religiosa, poiché ogni religione crede di essere nel vero e quindi non è bello dire a quelli delle altre religioni che stanno sbagliando, è peccato, per cui almeno lasciamogli la libertà di sbagliare. Ma era previsto anche ci sarebbero stati gli atei a cui non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di mettere una bomba a nessuno e che solo non sono contro la libertà religiosa, poiché ognuno si sceglie l'hobby che preferisce, ma sono anche a favore della libertà scientifica, la libertà civile e quella politica. Evidentemente era anche previsto che per poter praticare queste ultime libertà devo stare attento alla sensibilità dei credenti, non posso opinare in nessun modo quello che questi simpaticoni intelligenti credono, né  posso mostrare i loro pregiudizi nei confronti delle suddette libertà, né le contraddizioni di chi crede che il suo sia il vero Dio mentre gli altri che credono in un altro vero Dio non credono nel vero Dio.
Non parliamo poi delle bestemmie! Per un credente sono un'offesa, per un linguista magari soltanto un ossimoro, e non credo che il loro latore sia interessato a definire gli attributi della divinità ma sta solo cercando il modo di sforgarsi e della metafisica se ne fotte altamente. Se sono ateo non ho altresì nessun interesse a bestemmiare e non mi viene proprio in mente una bestemmia quando devo sfogarmi di qualcosa poiché per esempio le parole "porco" e "Dio", dette in successione, per me non hanno proprio significato.
Allora in questo disegno intelligente era previsto che sorgesse qualcuno che facesse notare ai credenti che se si offendono così tanto a sentire quelle due paroline in successione, forse anche a loro è venuto il dubbio che questo Dio, buono buono e giusto giusto a ben vedere in che razza di mondo viviamo forse potrebbe appartenere, almeno in via ipotetica più alla genia dei porci che a quella degli dèi, ma solo perché per abitudine metaforica ai suini non viene attribuita né una grossa pulizia né per analogia una condotta impeccabile.
A cosa serve dichiarare che il mondo è frutto di un disegno intelligente se la maggior parte delle religioni è in una certa percentuale formata da cretini? Almeno gli atei, che per la maggior parte si ritengono intelligenti, non insistono sulle cause della loro intelligenza, poiché fanno ricadere la responsabilità delle proprie azioni sul proprio capo (in senso figurato), non su quella di un'ipotetica divinità. Infatti la divinità è solo un'ipotesi e nemmeno una delle più plausibili, anzi è una delle più improbabili sotto tutti i punti di vista. Sul mondo si dovrebbero fare dichiarazioni che abbiano almeno un certo grado di certezza e non fidarsi del proprio intuito o della propria intelligenza. Fino a quando si crederanno a delle storie solo per fede o perché qualcuno si arroga il diritto di definirsi autorevole su un certo argomento non saremo liberi di esprimere le nostre opinioni, nè avremo la capacità di sentirci liberi. Io sono per la libertà religiosa, mai nella vita mi sottrarrò a difendere la libertà di culto degli uomini, ma gli uomini di culto devono difendere anche la mia libertà scientifica, altrimenti non potrò esimermi dal definirli integralisti e dogmatici.

domenica 18 gennaio 2009

fanta-politica

Scoperta la vita su Marte.
C'è speranza anche per il Partito Democratico.