sabato 19 giugno 2010

Sul campionato del mondo di calcio



Tutte le grandi squadre europee hanno perso delle partite ritenute facili contro compagini di nazioni ritenute povere o prive di mezzi oppure con una storia sportiva e tecnica che dovevano tenerle lontane dal successo con le "grandi".
Prima della fine delle qualificazioni agli ottavi di finale, vorrei azzardare un'ipotesi che abbia il sapore del no-global, il respiro dell'anti-capitalista e il cuore di un tifoso che ha il calcio nel sangue, ma che preferisce seguire solo i campionati del mondo ritenendoli almeno in superficie più autenticamente calcistici di altri tornei.

Una partita di calcio è qualcosa di molto simile alla vita:
in una finale, la partita di gran lunga più importante, la durata è stabilita, ma a seconda dei contrattempi può esserci il recupero. Se non c'è vantaggio di una o dell'altra, le squadre hanno un tempo supplementare per combattere ancora. Se anche questo tempo non è risolutivo si tireranno i calci di rigore. Giustamente la si chiama lotteria. Borges non aveva poetato che l'invenzione della lotteria a Babilonia altro non fosse che la causa dell'esistenza del destino nel mondo?
Tutti vogliono vincere. Se non ci fosse questo presupposto la partita non verrebbe nemmeno giocata o al più assomiglierebbe ad una pantomima. Come in tutte le vite le circostanze di ognuno contano e come per tutti i pronostici calcistici non sempre è facile dare per scontato qualcosa che può avere realizzazioni multiple.
Cosa è successo alle squadre blasonate dei più ricchi paesi europei?
E' successo quello che succede quando nell'individuare il metodo per la realizzazione di un desiderio facciamo tutto il contrario di ciò che è necessario. Non è un'interpretazione psicologica, io penso proprio ad una spiegazione "scientifica" (e complessa) di certe sconfitte e del primo pareggio dell'Italia.
Questi giocatori cresciuti e pasciuti in club che li abbeverano alla fonte dell'abbondanza quando scendono in campo non lo fanno per giocare al calcio. Discutono di premi, della forma del peso della consistenza della palla (manca la questione non secondaria del grado di rotondità) e dimenticano di rappresentare una nazione, un particolare che nella mia ottica di pace mondiale non lo considererei mai secondario.
Morale della favola. Non è colpa loro, poverini. E' colpa nostra. Li incensiamo, li vogliamo belli e tatuati, ma anche retori e dialettici, li vogliamo morali, ma non moralisti, ligi al loro dovere, ma non esosi, tanto meno spudorati o prodighi... Chi li paga i loro stipendi? chi crea quel mondo di lustrini per quelli che poi ci finiscono dentro con i piedi e con la testa? Siamo noi che li vogliamo così e anche loro che vogliono essere così. Dare da mangiare a un calciatore è sacrosanto, a nessuno si nega una Ferrari, ma vorrei anche vedere giocatori che giocano per il gusto di giocare.
Caro Beckam, se ti disperavi con la tuta da assistente invece di farlo con un completo fumo di londra dal valore di svariate migliaia di sterline, forse il pubblico inglese avrebbe creduto di più alla sincerità del tuo disappunto.

martedì 30 marzo 2010

la vittoria dell'amore


La Lega non ha vinto perché le sue politiche xenofobe hanno cambiato il senso e il significato della nostra costituzione, o perché le scelte economiche avallate dal governo di cui fa parte sono andate nella direzione degli interessi di una piccola parte della popolazione o perché gli stessi diritti civili vengono costantemente sottomessi ai crucci e alle necessità di un ben determinato singolo individuo, ma soltanto perché se ha il coraggio di candidare il figlio di un ministro, allora avrà anche il coraggio di candidare il mio, e il mio, e il mio, ma anche il mio e il tuo, e il suo, e i figli di tutti, e di ognuno e questa non è che la dimostrazione che è sempre l'amore a vincere, sempre.

domenica 7 marzo 2010

10 nuovissime domande a Berlusconi


1) Qual è il suo segreto per mantenere un aspetto così giovanile?

2) Qual è il suo segreto per mantenere la calma in periodi storici così turbolenti?

3) Dove ha trovato le fantastiche idee per risolvere i problemi del paese?

4) Il metodo che usa per scegliere i suoi collaboratori deve essere dei più sottili. Può illustrarcelo?

5) Come si fa a reggere lo stress di tutto il lavoro che sta facendo per l'Italia?

6) In una posizione così delicata come la sua, l'uomo più importante d'Italia, non sente mai il peso delle responsabilità?

7) Se ci fosse uno statista a cui la si potrebbe comparare, chi sarebbe?

8) E' vero che in molti paesi hanno deciso di esportare il modello di politica del suo governo?

9) Un uomo del suo fascino e del suo carisma ha evidentemente una spiccata forza d'animo: non ha qualche debolezza?

10) Perché non te ne vai affanculo?

sabato 27 febbraio 2010

Economimico


economimico agg. s.m. 1. Di persona in gravi condizioni d’indigenza e povertà costretta dalla fame e dalle avverse condizioni atmosferiche (pioggia e neve, vento e sabbia negli occhi) a recitare e/o inventarsi storielle più o meno vere sulla sua reale condizione di diseredato e/o sfigato. 2. Di ente o industria o qualsivoglia attività commerciale che venda fumo e/o aria, contraffacendo prodotti di marca, chiamate in gergo patacche (vedi): una borsa economimica. 3. (raro) In ambienti colti e raffinati di persona che con nonchalance e verve imiti la villana quanto meschina attività dei cosiddetti pechini (vedi), altrimenti detti taccagni (vedi). 4. economimica, scienza del perché e percome tutto quello che facciamo diventa merce e di come mantenere una barca a galla senza che i rematori si accorgano che il capitano se l'è svignata dopo averla riempita di falle; il ministro dell'economimica (vedi foto).

(Etimologia incerta: un famoso filologo, pedagogo e sadituttunpologo afferma provenire da una trascrizione errata della parola “economico”, preziosismo volgare per indicare tutto quello che vilmente e indecorosamente osasse riferirsi al denaro; l’errore sembra possa attribuirsi all’insano gesto dell’imitazione, vetusto gioco da tavolo detto “mimo”, consistente nel muovere le braccia e le gambe, i muscoli maxillofacciali nonché gli occhi, per esprimere emozioni e/o intenzioni o addirittura (sembra incredibile!) per raccontare storie di varia natura sempre imperniate sull’imitazione della vita reale; i due termini si fusero misteriosamente. La scienza che prese il sopravvento su tutte le altre scienze esistenti, comprese l’Enalottologia e la Totocalciologia, l’Economimica, sembra teorizzasse la possibilità di fare soldi attraverso la suggestione e l’imposizione di un bisogno non reale di prodotti inutili. Uno strumento di cui si ignorano sia la forma che i materiali, efficacissimo per ottenere risultati certi e che per anni persuasero il mondo scientifico dell’esattezza dell’Economimica era la pubblicità. Strane forme di stampa, ritrovate recentemente, mostrano uomini e donne con strani oggetti addosso o in mano: taluni ritengono trattarsi di pubblicità, altri smentiscono categoricamente, negando perfino l’esistenza dell’Economimica e attribuendone l’invenzione ad un insano gioco tra amici).


martedì 16 febbraio 2010

la relatività del genio


Si può essere dei geni e contemporaneamente essere pieni di sé.
Cartesio andò in Svezia su invito della Regina Cristina e lì è morto di freddo. Giuro! Einstein andò in Svezia per ritirare il premio Nobel per la fisica e al suo ritorno Hitler stava iniziando a tessere le proprie maglie autoritarie con un giornale antisemita. Quando il potere passò nelle sue mani, nel 1933, Einstein era ospite del Re del Belgio. Secondo voi:
a) tornò in Germania; b) morì di freddo; c) costruì una barchetta di carta con cui circumnavigò il globo per dimostrare alla chiesa cattolica - che era ancora congelata dal 1609 - che la Terra è una sfera; d) nessuna delle tre precedenti; e) l'autore del presente articolo (non determinante ai fini della vittoria della seconda guerra mondiale, ma forse influente nella terza guerra d'indipendenza dopo il governo Craxi... ve le ricordo: prima guerra d'indipendenza contro la legge Mammì; seconda guerra d'indipendenza contro la legge Gasparri; terza guerra d'indipendenza contro la legge tout court fino alla caduta di Berlusconi) è un genio; f) togliendo la parentesi dopo "Berlusconi" e mettendola prima di "Berlusconi" nell'opzione precedente il senso dell'articolo cambia; g) finalmente Sua Ontà è tornato a scrivere - avevo finito tutti gli stimoli per le mie evacuazioni; h) la terza soluzione, come nelle equazioni di terzo grado, è immaginaria; i) se questa soluzione fosse al quadrato sarebbe uguale a -1.
Chi risponde correttamente al quiz avrà in premio l'equivalente del contenuto della borsa di Diogene di Sinope (si ringrazia dell'idea l'Accademia dei Sillografi).

giovedì 26 novembre 2009

Nietzsche era un dilettante

Tutti quelli che amano Nietsche perché ha rifiutato in blocco i valori della Chiesa cattolica, i valori cristiani, perché ha messo in discussione i valori alla base della società moderna, lo hanno trasformato in un Dio. Se si chiede loro di esporre la dottrina di Nietsche, vi rispondono che Nietzsche non possiede una dottrina, che ha rifiutato Platone, Hegel e tutti i loro epigoni proprio per evitare che ci fosse una filosofia dei dogmi. Dunque, per Nietzsche, si è sviluppata una fede. A ben guardare la società in cui Nietzsche viveva, che tanto lo infastidiva, costellata da balordi intellettuali e spaventevoli pecorelle che zampettavano dietro alla buona novella, non è affatto quella che lui diceva di voler combattere. Nietzsche è un altro sintomo della malattia che voleva guarire. Alla fine dell'800 dominavano le grandi aziende, il libero commercio, lo sfruttamento dei lavoratori, la disumanizzazione delle donne, degli omossessuali e del libero pensiero (sia esso anarchico, socialista o anche laburista), così come la più paradossale contraddizione in campo religioso, dove i prelati e le alte cariche ecclesiastiche non erano altro (tranne rarissime eccezioni) che servi degli stessi poteri politici ed economici che rendevano quella società un'oligarchia se non una monarchia del denaro. Dove vedesse deboli che vincono, che manovrano, che dirigono la vita di tutti, questo proprio non lo so. Una possibile risposta è che non trovando altra strada - in un mondo di veri leoni - che quella di fare l'agnello dalla voce grossa, abbia utilizzato la stessa pratica di quelli: vizi privati e pubbliche virtù. Con uno dei più grossi errori della storia: credere a quelle virtù e non praticare quei vizi.

mercoledì 18 novembre 2009

comma 22



«Elezioni anticipate se la maggioranza non è compatta», ha dichiarato il presidente della camera Renato Schifani, riferendosi naturalmente agli umori più o meno sotterranei di alcuni rappresentanti del Pdl. Ma cosa avrà voluto veramente dire?
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«Se voi, membri di questo partito, non voterete compatti lo schifo (sic) di legge che salverà il nostro pater premier dalla galera (poiché sul ddl processo breve (leggi "morto") sarà messa la fiducia e se la fiducia non ha la maggioranza il governo cade) allora nelle immediate elezioni anticipate - perché non pensateci nemmeno che si possa trovare un'altra maggioranza - Voi, traditori, giuda, fratelli di Giuseppe ecc. non troverete nessuno disposto a ricandidarvi per i secoli dei secoli, perché noi non candidiamo traditori e a sinistra non candidano (almeno dicono) condannati, amici di condannati, ex-amici di condannati
Dov'è il comma 22?
E' come se Schifani avesse detto: Se votate la legge non cade il governo, ma voi non volete che cada il governo, volete non votare la legge, perché sarebbe da pazzi perdere il posto di deputato o di senatore, no? Se siete tanto pazzi da non voler votare questa legge e perdere comunque il posto in parlamento, sia che cada sia perché non sarete mai più rieletti, allora sarete altrettanto pazzi da votarla! Ma come si fa ad essere pazzi per fare una cosa ed essere altrettanto pazzi per fare l'esatto opposto? Non si può essere pazzi in entrambi i modi, giusto? E allora? Vi devo davvero dire papale papale, paro paro, quello che dovete fare?

lunedì 16 novembre 2009

la diversità culturale


Non sono mai stato un grande fan degli Stati Uniti, nemmeno ai tempi in cui pensavo che il veltronismo potesse essere una debole risposta all'imperante berlusconismo. I paesi e le città sono fatti dagli uomini, è quindi una prassi storica che anche un paese con molti scheletri nell'armadio sia fautore di novità e di incredibili prospettive. Ginsberg diceva che gli americani non sanno nemmeno che esiste un Partito Comunista Americano o che nelle loro città si aggirassero anarchici. Ma capita ogni tanto che il suo presidente diventi portavoce di messaggi universali, anche all'indomani di scelte ecologiche che non sarebbero mai condivise da un ecologista militante. La libertà di espressione e di partecipazione "è un valore universale" e dovrebbe essere garantita a tutti, "anche alle minoranze etniche e religiose, tanto che vivano negli Stati Uniti, in Cina o altrove" ha dichiarato Barack Obama. E ha affermato un "no" deciso a qualsiasi tipo di censura su internet e degli organi di informazione e l'ha fatto in Cina. Un accesso illimitato alle risorse della Rete costituisce un punto di forza e un aperto scambio di informazioni è un vantaggio per tutti i Paesi, ha sottolineato in seguito. E poi la vera e propria chicca: "la libertà di discussione rende i governi responsabili". Le critiche fanno di lui un dirigente migliore, rendono la democrazia più forte e lo costringono a riflettere sulle sue azioni. Questo il succo del suo discorso. La prossima volta che Berlusconi lo incontrerà, invece di inchinarsi davanti alla moglie cercando di fare colpo, dovrebbe inchinarsi ad un uomo che non ha nessuna paura di essere messo davanti alle sue scelte e che si sottopone non solo al giudizio democratico degli elettori, ma anche alle critiche della società civile.
per questo articolo vedi: rainews24

sabato 14 novembre 2009

appello all'onda


L'Onda Anomala si fa sentire, coglie gli umori sotterranei, quei sentimenti ancora rannicchiati in un sonno letargico dal quale si risvegliaranno solo quando i fatti futuri mostreranno quello che sta accadendo.
Voglio tirarmi fuori dal coro, perché non riesco ancora a rapportarmi con questi ragazzi. Forse perché sono un po' più grande, forse perché la mia formazione è leggermente diversa, oppure perché condividendo la sostanza delle loro lotte non ne condivido la forma.
In questo momento non ci si può occupare soltanto di università, soltanto di Maria Stella Gelmini. Questo strano Ministro dell'Università è parte di un governo, di una compagine di ministri e sottosegretari che stanno letteralmente smontando questo paese, ridistribuendo la ricchezza a loro piacimento e mettendo a repentaglio la convivenza civile e il futuro delle nostre giovani generazioni. L'Università è importante, ma non è l'unico tassello di questo paese.
Uno studente non può essere inconsapevole del mondo che lo circonda, delle lotte che lo attraversano e delle diverse anime che lo compongono. La sua formazione è universale, egli è il professore di domani, dunque la sua formazione è la stessa conoscenza che metterà in condivisione domani o dopodomani. L'Autoformazione è uno di questi grimaldelli: la richiesta pressante di sapere, di condivisione e di feed-back che ogni sapere dovrebbe rappresentare. Ma allora dobbiamo tutti mostrare al mondo che sappiamo stare al mondo. Che abbiamo delle informazioni che altri non hanno, che sappiamo delle cose perché sappiamo costruirci e pensare da noi stesse le nostre conoscenze insieme a quelli come noi. Che il mondo, l'Italia, in questo momento è un po' di più della Gelmini e della finanziaria. Le Grandi Battaglie richiedono Grande Intelligenza e gli studenti devono aprire gli occhi al mondo, non continuare a fissarli su un piccolo mondo.